MADRE CHE ABBRACCI TUTTI
In giro qua
per questa strada nuova
dove la Prenestina si disperde
e i miei ricordi anche…
Non siete più mattine in una piazza
Vociar di consueta gente
E stesse facce
Che mi han visto crescere
Tirar calci al vento
E ad un pallone
Che s’insaccava come me stasera
All’angolo sei sogni
Sotto il sette.
Non siete più
Il viaggio da Tor Sapienza al Tuscolano
Quando i vent’anni miei me li ho vissuti
Tra birrerie e centri commerciali
E più neanche
Il chiamarmi di mamma
Nelle sere estive
E le chitarre a rompere i coglioni.
Siete dispersi giorni
Che in lontananza scorgo ancora
E ancora
Siete rimpianti e frasi bestemmiate
E i baci a Valentina su quel prato
E
Che da sfondo ha fatto
A quel mio vivere tra Borgo Pio e un cannone.
Madre che abbracci tutti e mi riporti
Su quei sentieri delle storie andate,
riportami come sai fare tu
al mare ad Ostia
inventa un’altra Estate …
Alla mia città dal mio quartiere in poi
Un atro viaggio
si va ad incominciare,
se sarà bello...
chi lo potrà mai dire ...
Albe saranno e inchiostro
steso sui fogli
come per dire
il mio misero narrare.
Mi seguirai
se mi vorrai seguire e insieme andremo
dove si può volare.
Porta con te
soltanto la pazienza
la fantasia e andiamocene adesso...
noi sognatori
di un viaggio all'infinito
Marco Vasselli
per i lettori di Splinder
Vi ricordo che potete trovare le mie poesie su Windows Live
perchè la poesia porta lontano