MADRE CHE ABBRACCI TUTTI
In giro qua
per questa strada nuova
dove la Prenestina si disperde
e i miei ricordi anche…
Non siete più mattine in una piazza
Vociar di consueta gente
E stesse facce
Che mi han visto crescere
Tirar calci al vento
E ad un pallone
Che s’insaccava come me stasera
All’angolo sei sogni
Sotto il sette.
Non siete più
Il viaggio da Tor Sapienza al Tuscolano
Quando i vent’anni miei me li ho vissuti
Tra birrerie e centri commerciali
E più neanche
Il chiamarmi di mamma
Nelle sere estive
E le chitarre a rompere i coglioni.
Siete dispersi giorni
Che in lontananza scorgo ancora
E ancora
Siete rimpianti e frasi bestemmiate
E i baci a Valentina su quel prato
E
Che da sfondo ha fatto
A quel mio vivere tra Borgo Pio e un cannone.
Madre che abbracci tutti e mi riporti
Su quei sentieri delle storie andate,
riportami come sai fare tu
al mare ad Ostia
inventa un’altra Estate …
Alla mia città dal mio quartiere in poi





