giovedì, 05 marzo 2009

L'attimo fuggente"

 
"Le front comme un drapeau perdu"
 
Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell'incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m'affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
E. E, puro vento, sola neve, ch'io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v'ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l'immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
E' questo il sospiro che discrimina
che culmina, "l'attimo fuggente".
E' questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell'anno.
postato da: Eva1vsEva2 alle ore 11:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia
lunedì, 05 maggio 2008

Le notti,cosa sono....

qualcosa di inesplicabile.

Ogni volta sono qua nel niente,

ma ne bisogno

In bianco nero

a colori

fontane di desideri

viaggi lontani,

senza bagagli

infine solo sogni.

 

postato da: Eva1vsEva2 alle ore 21:11 | Permalink | commenti
categoria:poesia
sabato, 27 ottobre 2007

Piano si posa

Come la foglia a terra

Su un letto di viola e di mimosa

E di pensieri

Di facce

Di ricordi...

Che tornano felici a raccontarle

Momenti.

 

Ed è come se le vedessi cadere

Gocce salate

Sulle guance di pianto

Come sapere

Di un mondo che si è spento.

 

Piano si posa

Un rimpianto sull’altro

E poco più conta

Se dalle unghie sparisce lo smalto

O le sparisce

Il sorriso dal volto…

…poco più conta

Se il rancore diviene più greve

Come un sasso

Che affonda nel mare.

 

Piano si posa

Ed è un posarsi di mille sentenze

Che divengono muri di stanze

Dove lei chiusa stà

Leggera e libera

Che piano si posa.

 

 

 

Marco Vasselli x Laura

postato da: romapoesia alle ore 05:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, arte, amici
lunedì, 06 agosto 2007

 

 

VIVONO DI RICORDI

ASPETTANDO UN GIORNO ANCORA,

UN GIORNO DI SPERANZA

NON DI RABBIA NE’ DI PAURA.

 

ANGELI PER LA STRADA

NEI BAR DI CENTOCELLE

VIVONO LE ESPERIENZE

SULLA PROPRIA PELLE.

 

PERSONE DIVORZIATE

A TRENT’ANNI DIMENTICATE

OPPURE ALCOLIZZATE

IN CERCA DI SE STESSE.

 

PERSONE A CUI LA VITA

HA TOLTO MOLTE COSE

STORIE UMANE FOTTUTE

CHE SPRERAN SEMPRE

IN OCCASIONI VUOTE.

 

VIVONO DI SE STESSI

GLI UOMINI SOLITARI

PAGANDO GLI INTERESSI

DI UNA VITA DA SOMARI.

 

LA VITA,MA CHE VITA

VISSUTA E NON CAPITA

A NULLA DESTINATA...

ETERNAMENTE ERRATA.

 

LA RABBIA E’ GARANTITA

MINUTO PER MINUTO,

CHI CI RIMANE SOTTO

CHI NE E’ SOPRAVVISSUTO.

 

LA RABBIA E’ LA VERGOGNA

DI NON VIVERE “PER BENE”

E VIVERE BISOGNA

NON DA CANI MA DA PERSONE..


ANGELI PER LA STRADA

NEI VIALI DEL QUARTIERE

CHE CHIAMANO VERGOGNA

CIO’ CHE AGLI ALTRI FA PIACERE.

 

VERGOGNA PROVOCATA

DAL NON POTER CAMPARE

(CAMPARE PER COMPRARE)

UN BICCHIERE PER BERE

UN PIATTO PER MANGIARE.

 

SE NE INCONTRASSI UNO

DI QUESTI DISPERATI

REGALAGLI TE STESSO

TE NE SARANNO GRATI.


Marco Vasselli 

postato da: romapoesia alle ore 05:25 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesia, roma, arte
lunedì, 30 luglio 2007
Salve amico di Splinder, ti ricordo che per vedere la maggior parte delle mie poesie, ti basta raggiungermi su  La Poesia Porta Lontano. Cosa aspetti, vieni a leggere e giudica i miei testi Ti aspetto !!
postato da: romapoesia alle ore 10:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, arte, amici
sabato, 28 luglio 2007
postato da: romapoesia alle ore 03:53 | Permalink | commenti
categoria:poesia, arte
venerdì, 27 luglio 2007

MADRE CHE ABBRACCI TUTTI

 

 

In giro qua

per questa strada nuova

dove la Prenestina si disperde

e i miei ricordi anche…

 

Non siete più mattine in una piazza

Vociar di consueta gente

E stesse facce

Che mi han visto crescere

Tirar calci al vento

E ad un pallone

Che s’insaccava come me stasera

All’angolo sei sogni

Sotto il sette.

 

Non siete più

Il viaggio da Tor Sapienza al Tuscolano

Quando i vent’anni miei me li ho vissuti

Tra birrerie e centri commerciali

E più neanche

Il chiamarmi di mamma

Nelle sere estive

E le chitarre a rompere i coglioni.

 

Siete dispersi giorni

Che in lontananza scorgo ancora

E ancora

Siete rimpianti e frasi bestemmiate

E i baci a Valentina su quel prato

E la mia Roma

Che da sfondo ha fatto

A quel mio vivere tra Borgo Pio e un cannone.

 

Madre che abbracci tutti e mi riporti

Su quei sentieri delle storie andate,

riportami come sai fare tu

al mare ad Ostia

inventa un’altra Estate …

 

 

Alla mia città dal mio quartiere in poi

 

Marco Vasselli

postato da: romapoesia alle ore 18:40 | Permalink | commenti
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